ERRETIESSE: LA RISPOSTA GIUSTA.

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(Frequently Asked Questions) in continuo aggiornamento, potete rinvenire in breve tempo, anche just-in-time, le risposte ai quesiti più frequenti.
Niente più dubbi su caldaie, sistemi, generatori, ecc.: con Erretiesse, problemi e curiosità trovano sempre la giusta risposta!
Cosa si intende per Sistema?
Perché scegliere una caldaia a condensazione?
La sola tecnologia a condensazione è sufficiente ad ottenere ottimi benefici energetici?
Perché deve essere introdotta la modulazione lineare di potenza?
Quali sono in realtà gli effetti della modulazione lineare di potenza?
Qual è la differenza tra un generatore a condensazione ed uno tradizionale?
Perché una caldaia a condensazione ha valori di rendimento superiori al 100%?
Le caldaie a condensazione possono essere utilizzate in qualsiasi tipologia di impianto?
Cos’è una caldaia a quattro stelle?
Cos’è una caldaia a basse emissioni inquinanti o ecologica?
Cos’è un impianto autonomo satellitare?
Perché scegliere un impianto autonomo satellitare?
Perché riscaldarsi con la legna?
Cos’è il pellet?
Perché utilizzare l’energia solare termica negli usi residenziali?
Cosa si intende per Sistema?
In ambito impiantistico il Sistema rappresenta un insieme di componenti assemblati secondo un progetto specifico per assolvere ad una ben precisa funzione quale ad esempio il riscaldamento degli ambienti, la produzione di a.c.s., la climatizzazione, ecc., garantendo il massimo comfort, risparmio energetico, durata, sicurezza rispetto per l’ambiente e praticità d’uso. Affinché un Sistema possa fornire il massimo dei benefici i suoi singoli elementi devono essere scelti ed assemblati tra loro secondo determinati criteri di funzionalità operativa, motivo per il quale il Sistema non nasce da un casuale accorpamento di apparecchiature tra loro incongruenti, ma solamente dall’abbinamento di componenti le cui filosofie funzionali sono comuni, facilmente integrabili e la cui operatività è garantita da una comprovata esperienza specifica che va dalla scelta, agli studi di compatibilità fino ai test funzionali in utenza.
Perché scegliere una caldaia a condensazione?
L’attenzione verso l’ambiente si realizza con un comportamento il più possibile ecocompatibile, rispettoso e coerente con quanto ci circonda. Nell’ambito del riscaldamento, ove non risulti possibile l’utilizzo delle fonti rinnovabili, vanno ricercate soluzioni efficienti che garantiscano non solo un uso più razionale dell’energia ma anche un basso impatto ambientale. Queste motivazioni conducono ad una sola scelta: la tecnologia della condensazione che, unita alla combustione premiscelata, rappresenta l’ultimo ed il più evoluto progresso tecnologico per lo sfruttamento degli idrocarburi nell’ambito del riscaldamento degli ambienti. Aspetto interessante e non certamente secondario riguarda l’economia di esercizio che la tecnica a condensazione favorisce; grazie infatti ad un ottimo sfruttamento energetico si possono ottenere elevati rendimenti di produzione e notevoli risparmi di combustibile che, nel caso di generatori correttamente dimensionati, consentono l’ottenimento di valori mediamente superiori del 30% rispetto alle soluzioni più tradizionali.
La sola tecnologia a condensazione è sufficiente ad ottenere ottimi benefici energetici?
Abbiamo in precedenza affermato che il processo di condensazione rappresenta la più evoluta soluzione per il riscaldamento degli ambienti in quanto massimizza il rendimento di produzione del calore riducendo le dispersioni che si manifestano durante la conversione energetica del combustibile. Il recupero energetico derivante dall’impiego del generatore a condensazione, specie nelle riqualificazioni, può disattendere però le attese e far conseguire risparmi del 10÷15% e che, seppur importanti, possono in molti casi far sorgere il dubbio sull’effettiva convenienza economica della tecnica a condensazione. Poiché nella scelta di un componente di impianto come il generatore, il rapporto costi benefici assume un peso rilevante risulta essenziale elevarne il più possibile le prestazioni. Numerose analisi funzionali hanno dimostrato che per far questo la sola tecnologia a condensazione non basta, ma deve essere abbinata ad un controllo affinato della potenza: la modulazione lineare.
Perché deve essere introdotta la modulazione lineare di potenza?
Un generatore di calore deve rispondere ad un preciso scopo: fornire quanto richiesto dagli ambienti per mantenerne all’interno le condizioni termiche di comfort; ciò significa apportare attraverso i corpi scaldanti il calore che l’edificio, istante per istante, sta disperdendo senza elevati eccessi e soprattutto senza soluzione di continuità. Questo è permesso solo da un sistema capace di dosare la potenza prodotta alla potenza effettivamente dissipata, un sistema cioè capace di adeguarsi “modulando” il calore erogato in relazione alle esigenze. Nella pratica impiantistica la consuetudine di sovradimensionare i generatori di calore favorisce nella quasi totalità dei casi un eccesso di potenza che, unitamente alla mancata o scarsa capacità di modulazione delle comuni caldaie, comporta funzionamenti discontinui tipici dei regimi on/off e quindi sprechi del combustibile. E’ certamente noto come tutti i processi discontinui generino perdite energetiche (si pensi alla dispersione di calore causata dal prelavaggio della camera di combustione di una caldaia a gas dopo ogni fase di spegnimento anche solamente momentaneo, oppure più semplicemente rifacendosi alla vita quotidiana, agli incrementi di consumo dell’automobile causati dalle continue fermate e ripartenze in un ciclo urbano rispetto al consumo in un ciclo extraurbano). Anche i generatori a condensazione possono risentire della penalizzazione dovuta all’intermittenza, quindi se non correttamente dimensionati ai reali fabbisogni energetici degli impianti e se dotati di uno scarso campo di modulazione, comportano inefficienze funzionali che li rendono economicamente meno vantaggiosi.
Quali sono in realtà gli effetti della modulazione lineare di potenza?
Tutti i processi in natura evolvono secondo funzioni continue, proprio perché nella logica naturale solo passando per continui stati di equilibrio si riesce ad ottimizzare il rapporto tra i diversi stati energetici minimizzando gli sprechi. E’ noto dagli studi sulla fisica come ogni processo che non avvenga secondo un procedimento continuo generi perdite energetiche tanto maggiori quanto maggiore è la sua discontinuità. Poichè la funzione di un generatore di calore è quella di fornire calore commisurandolo all’effettivo carico richiesto, ampiamente variabile perché legato a parametri climatici, l’unico modo per limitarne i cicli di intermittenza è quello di adottare un sistema di regolazione capace di adeguare continuamente la potenza erogata ai fabbisogni dell’edificio. Anche la modulazione lineare può però risultare inefficace se il minimo valore di potenza erogabile in continuo dal generatore risulta esuberante rispetto a quanto richiesto dall’edificio, perché ancora in questo caso si avranno fenomeni intermittenti quindi dispersivi. Risulta quindi estremamente importante il corretto campo di modulazione, ovvero l’intero range operativo che va dalla massima alla minima potenza erogata: quanto minore sarà il valore di quest’ultima, tanto minore sarà la probabilità che il generatore abbia funzionamenti discontinui. Gli effetti di una mancata modulazione sono dannosi non solo per la drastica riduzione del rendimento stagionale, ma anche per le sollecitazioni meccaniche sui componenti che un sistema intermittente comporta. Si pensi che una caldaia con funzionamento on/off genera in una stagione di riscaldamento circa 40.000 cicli di acceso spento, contro i 3.000 di una caldaia di pari potenza a modulazione Geminox.
Qual è la differenza tra un generatore a condensazione ed uno tradizionale?
Il principio di funzionamento di una caldaia è quello di trasferire l’energia chimica del combustibile all’acqua di impianto mediante uno scambiatore di calore. La principale differenza tra una caldaia tradizionale ed una a condensazione sta appunto nella maggior capacità di questi ultimi di incrementare il trasferimento energetico. Nei normali generatori la cui struttura di scambio risulta meno efficiente, non solo non avviene il recupero del calore latente, ma risultano più evidenti le dispersioni energetiche legate al calore sensibile dei prodotti della combustione che lasciano la caldaia con temperature superiori ai 120÷140 °C. Negli apparecchi a condensazione invece, grazie a particolari scambiatori di calore e all’uso di materiali resistenti alla corrosione (es. acciaio inox), i livelli termici operativi possono essere particolarmente ridotti e la temperatura dei fumi scendere senza problemi al di sotto del punto di rugiada, circa 56°C per il metano, permettendo così al vapore di condensare sulle superfici di scambio e liberare una quota di energia denominata calore latente. L’energia così recuperata viene ceduta anch’essa all’acqua di impianto di riscaldamento aumentando il rendimento di produzione del generatore. Per questa ragione le caldaie a condensazione vengono definite ad altissimo rendimento e caratterizzate secondo la Direttiva Rendimenti 92/42/CEE da una marcatura energetica a 4 stelle, il massimo conseguibile! In termini semplicistici, gli apparecchi a condensazione permettono lo sfruttamento di quasi tutto il calore reso disponibile dalla combustione.
Perché una caldaia a condensazione ha valori di rendimento superiori al 100%?
La quantità di calore che viene resa disponibile dall’impiego di una unità di massa o di volume di combustibile viene definita con il termine potere calorifico. Esistono due diverse definizioni di potere calorifico: il potere calorifico inferiore P.C.I. ed il potere calorifico superiore P.C.S.. Il primo esprime il calore utilizzabile senza tener conto della condensazione dei gas di scarico, mentre il secondo considera anche la quantità di calore contenuta nel vapore che nei generatori tradizionali viene dispersa con i prodotti della combustione. Poiché il rendimento termico di un generatore di calore rappresenta il rapporto tra il calore trasferito all’acqua ed il calore fornito dal combustibile considerandone il solo P.C.I., nelle caldaie a condensazione, capaci di sfruttare anche il calore latente, la convenzionale misura del rendimento risulta “inesatta”, in quanto contabilizza un’ energia trasferita all’ acqua di impianto che nella realtà non viene considerata dall’apporto del combustibile, questo fa si che nel caso del metano, essendo il recupero latente l’11% del P.C.I., l’efficienza massima teoricamente ottenibile pari a 100+11 = 111% del P.C.I..
Le caldaie a condensazione possono essere utilizzate in qualsiasi tipologia di impianto?
Il generatore a condensazione è un generatore che per soluzione costruttiva può combinarsi con ogni tipologia impiantistica. Va qui sfatata la convinzione che il solo abbinamento a sistemi radianti possa giustificarne la convenienza economica di installazione. E’ ampiamente riconosciuto che l’abbinamento a sistemi operanti a bassa temperatura, come ad esempio i pannelli radianti, comporti rendimenti stagionali molto elevati dell’ordine del 102÷103%, ma è altrettanto noto come l’applicazione di una caldaia a condensazione su un impianto a radiatori, specialmente nelle riqualificazioni impiantistiche, possa favorire notevoli risparmi energetici. Se si considera infatti che nella stragrande maggioranza dei casi gli impianti risultano sovradimensionati e che le condizioni di progetto si presentano per periodi temporali molto contenuti nell’arco dell’anno, la caldaia opera mediamente con temperature molto diverse dai valori nominali 60/80°C, garantendo così elevati rendimenti stagionali. Quanto detto evidenzia come normalmente anche in un impianto a radiatori una caldaia a condensazione dotata di un buon funzionamento climatico possa comportare ottimi benefici, favorendo buoni recuperi energetici.
Cos’è una caldaia a quattro stelle?

La direttiva 92/42/CEE recepita dall’ordinamento nazionale con il regolamento contenuto nel D.P.R. n° 660/1996 stabilisce i requisiti di rendimento che devono essere soddisfatti al 100% ed al 30% del carico da un generatore di calore. La marcatura CE di una caldaia ne attesta i requisiti minimi di rendimento. Tale direttiva è stata emanata per promuovere l ’efficienza energetica nella comunità. La marcatura a stelle rappresenta invece una certificazione volontaria che, sulla base di prove di laboratorio, certifica il superamento dei requisiti minimi di rendimento dando indicazioni circa la bontà energetica del generatore di calore e permette la classificazione di 4 distinte categorie. Il generatore a 4 stelle rappresenta il massimo relativamente all’efficienza energetica delle caldaie e pertanto in alcuni casi vengono erogati dagli enti locali opportuni incentivi per promuoverne l’installazione.

Etichettatura energetica

 

Requisito di rendimento alla potenza nominale Pn e ad una temperatura media dell’acqua della caldaia di 70° C

(%)

Requisito di rendimento a carico parziale di 0,3 Pn e ad una temperatura media dell’acqua della caldaia di >=50° C

(%)

4 stelle ( ****)

>= 93 + 2 log Pn

>= 89 + 3 log Pn

Cos’è una caldaia a basse emissioni inquinanti o ecologica?

Gli elementi inquinanti prodotti dalla combustione del gas naturale sono soprattutto sostanze incombuste (principalmente ossido di carbonio) e ossidi di azoto. I sistemi adottati per il contenimento delle emissioni inquinanti prevedono l’utilizzo di bruciatori premiscelati in grado di ottimizzare il rapporto aria/gas e contenere tra l’altro la formazione di incombusti. La norma UNI EN 297 prevede una classificazione degli apparecchi a gas secondo 5 "classi" di emissione (concentrazione in mg/kWh di potenza installata) in base al valore medio di NOx prodotti.

classe NOx

Livello di emissione mg/kWh

Livello di emissione ppm

1

260

147

2

200

113

3

150

85

4

100

57

5

70

40

La caldaia a basse emissioni inquinanti è quindi una caldaia i cui parametri inquinanti contenuti nei prodotti della combustione risultano particolarmente ridotti, ed ai sensi del DPR 551/99, solo una caldaia a gas che rientra nella "classe 5" di emissione di NOx (ovvero con emissioni pari o inferiori a 70 mg/kWh) può essere definita "ecologica".

Cos’è un impianto autonomo satellitare?
Un impianto autonomo satellitare rappresenta una nuova concezione di sistema termico concepito per soddisfare i moderni bisogni di comfort, sicurezza, affidabilità e risparmio all’interno degli in edifici civili. Il sistema autonomo satellitare Autosat è costituito da unità che, inserite negli ambienti, garantiscono una gestione ottimizzata e indipendente dei principali parametri di comfort termico richiesti. I moduli satelliti infatti permettono sia la produzione localizzata dell’ acqua calda sanitaria che la gestione in completa autonomia della distribuzione ed utilizzo dell’energia termica negli ambienti, usufruendo in particolare dei benefici garantiti dalla produzione remota dell’energia stessa sia essa termica o frigorifera. La presenza di sistemi di regolazione altamente affinati favorisce inoltre non solo la scelta del comfort più adatto ad ogni esigenza, ma consente anche la telegestione e la determinazione a distanza dei consumi che potranno essere così facilmente ripartiti in relazione ai reali dati acquisiti dal sistema di contabilizzazione energetica presente a bordo di ogni modulo.
Perché scegliere un impianto autonomo satellitare?
La scelta di un impianto autonomo satellitare è garanzia di realizzo di una nuova tipologia abitativa dove basso consumo energetico, autonomia gestionale, comfort, affidabilità e sicurezza rappresentano gli elementi portanti. La domanda di edifici di qualità e soprattutto di strutture abitative ad alte prestazioni energetiche, nelle quali devono essere contenuti i consumi ed al contempo innalzati gli standard qualitativo prestazionali, non può prescindere dall’impiego di soluzioni autonome che, abbinate a moderni sistemi di produzione remota dell’energia (centrali di edificio, di quartiere, teleriscaldamento urbano, ecc.), permettono il miglior sfruttamento energetico innalzando i benefici ottenibili in termini non solo economici ma anche ecologici. Ma i benefici derivanti da questa moderna concezione impiantistica non si limitano solamente a quelli dell’utente finale e con modalità differenti si possono estendere ad altre figure professionali quali ad esempio il costruttore edile, il progettista termotecnico od il gestore di impianti. Per il primo l’impianto autonomo satellitare può rappresentare infatti un elemento di differenziazione che permette un innalzamento qualitativo degli immobili, assicurandone così una maggior appetibilità e valorizzazione sul mercato; al secondo, a cui si richiede sempre maggior professionalità e capacità di proporre soluzioni efficaci in relazione ai requisiti energetici degli edifici, viene data la possibilità di applicare un concezione impiantistico/funzionale in grado di garantire il comfort limitando la potenza installata ed incrementando così l’efficienza globale del sistema; in fine i gestori degli impianti vengono agevolati nel loro lavoro, favorendo anche a distanza il controllo dei sistemi in via telematica, garantendo la possibilità di monitorare continuamente lo stato dei consumi per mezzo della contabilizzazione del calore, riducendo così i tempi operativi e soprattutto il rischio di errori.
Perché riscaldarsi con la legna?
Sono notevoli le motivazioni che possono spingere verso l’utilizzo di questo combustibile ai fini energetici in quanto: Rinnovabile: prodotto dalla fotosintesi, il legno è un concentrato di energia solare che gli alberi continueranno a produrre finché ci sarà il sole. Pulito: il legno produce, se correttamente utilizzato, emissioni comparabili a quelle del gas naturale. Neutrale: la combustione del legno è neutra rispetto all’emissione di anidride carbonica, pertanto non influenza l’equilibrio naturale. Locale: diffuso in tutto il Paese, è sfruttabile dove è prodotto con minori problemi di immagazzinamento e trasporto, rendendo inoltre indipendenti dalle continue incertezze economiche e di approvvigionamento dei combustibili fossili derivanti dalla precaria situazione mediorientale. Efficiente: la produzione e trasformazione del legno consumano un terzo dell’energia grigia richiesta dal gasolio. Maturo: le tecnologie legate all’utilizzo del legno a fini energetici permettono uno sfruttamento pratico ed economico. Versatile: il legno può essere utilizzato per produrre energia termica o elettrica, in piccola o grande scala. Economico: è attualmente la fonte energetica più vantaggiosa presente in Italia; il suo costo relativo è destinato a diminuire ulteriormente in futuro.
Cos’è il pellet?
Il pellet, è un ecocombustibile composto da piccoli cilindri pressati prodotti con legno non trattato, che non contiene quindi sostanze inquinanti di nessun tipo ( come colle o plastiche). Come materia prima vengono utilizzati infatti gli scarti legnosi dell’industria della lavorazione del legno, ad esempio trucioli di segatura. La forma di questo combustibile è cilindrica, la sua lunghezza può variare da 10 a 50 mm ed il suo diametro essere compreso tra i 4 e i 10 mm. Il pellet è caratterizzato da un basso contenuto di umidità, 6-10%, così come un basso contenuto di ceneri, approssimativamente 0,5%. Peculiarità del pellet che lo contraddistingue dal legno, è quella di presentare un volume praticamente costante e quindi più facilmente utilizzabile e stoccabile. Dal punto di vista energetico il pellet ha un potere calorico inferiore di circa 4200 Kcal/kg (4,9 kWh/kg) , nettamente superiore rispetto agli altri combustibili d’origine legnosa e se raffrontato con il gasolio, ne bastano 2 kg per eguagliarne il contenuto energetico di 1 litro. Le caratteristiche sopra descritte, insieme alla disponibilità sul mercato di tecnologie per il suo utilizzo affidabili ed efficienti, fanno del prodotto una valida alternativa ai combustibili tradizionali. Infatti, le modalità di utilizzo sono paragonabili a combustibili tradizionali come il gasolio sia in termini di stoccaggio, alimentazione, distribuzione ed automazione del processo di combustione, con un ulteriore vantaggio economico il suo prezzo, ampiamente più basso. Un aspetto importante che può influenzare le prospettive future di questo prodotto e non deludere le aspettative del mercato, è la necessità di opportune garanzie sulla qualità del prodotto, che ne determinino univocamente le proprietà (dimensione, umidità, densità, contenuto delle ceneri, potere calorifico, ecc. ). In tal modo si garantisce all'utente finale uno standard qualitativo nella resa del prodotto, in tal senso sono già al lavoro gli organi preposti nella definizione di uno standard unificato a livello europeo.
Perché utilizzare l’energia solare termica negli usi residenziali?
L’Italia offre condizioni favorevoli all’uso dell’energia solare, il valore di insolazione è infatti compreso tra circa 1.200 e 1.800 kWh/m2 all’anno. Considerando che l’energia necessaria per la preparazione di acqua calda nelle abitazioni private è di circa 1000 kWh per persona all’anno il riscaldamento dell’acqua domestica è una delle applicazioni più adatte per gli impianti solari termici. Nell’ottica del completo sfruttamento delle fonti rinnovabili risulta inoltre estremamente interessante l’impiego di impianti combinati che permettono, in aggiunta alla produzione di acqua calda sanitaria, anche la fornitura di calore per il riscaldamento degli ambienti. L’uso di questi impianti è specialmente raccomandato quando si dispone di sistemi in grado di utilizzare opportunamente l’energia captata dal sole, ovvero negli impianti di riscaldamento a bassa temperatura ove l’apporto energetico solare può risultare estremamente vantaggioso principalmente nelle stagioni intermedie, da marzo a maggio e da settembre ad ottobre e nelle giornate invernali soleggiate. Grazie ai sistemi multienergia, dove l’energia solare è abbinata all’energia della biomassa, si realizzano soluzioni impiantistiche estremamente vantaggiose dove il comfort è garantito nel pieno rispetto dell’ambiente e con il minimo dei costi di gestione.